La terza età si riferisce generalmente al periodo oltre gli 80 anni, caratterizzato da una crescente fragilità e da un bisogno di supporto adeguato. Vivere meglio questa fase si basa su soluzioni concrete che superano il contesto medico: adattamento dell’abitazione, coordinamento degli operatori a domicilio, strumenti digitali di monitoraggio. Negli ultimi anni, il panorama francese dell’assistenza agli anziani ha conosciuto mutamenti normativi e organizzativi che modificano direttamente l’accesso ai servizi e il loro costo per le famiglie.
Servizio autonomia a domicilio: cosa cambia con la fusione aiuto-cure
La legge n° 2022-1616 e il decreto n° 2023-608 del 13 luglio 2023 hanno creato il servizio autonomia a domicilio (SAD), una struttura unica che riunisce il precedente servizio di assistenza domiciliare e il servizio di cure infermieristiche. L’obiettivo è eliminare la doppia presa in carico che costringeva le famiglie a coordinare da sole più interlocutori.
Con il SAD, una persona anziana in perdita di autonomia ha a disposizione un referente unico in grado di organizzare sia l’assistenza domestica, sia la toilette e le cure infermieristiche. Questa semplificazione riduce le interruzioni nel percorso, frequenti quando i programmi di due strutture distinte non coincidono.
Le strutture devono mettersi in conformità entro e non oltre il 30 giugno 2025. Per i familiari caregiver, ciò significa meno pratiche amministrative e una migliore chiarezza dell’offerta locale. Piattaforme come seniorizon.fr permettono di individuare i servizi disponibili in base alla situazione geografica e al livello di dipendenza.

Aumento del costo dell’assistenza domiciliare per i 70-79 anni a partire da luglio 2026
Il decreto n° 2026-261 dell’8 aprile 2026 innalza da 70 a 80 anni l’età che dà diritto all’esenzione automatica dei contributi previdenziali per l’impiego di un’assistente domiciliare. Prima di questa data, ogni persona di 70 anni e oltre beneficiava di questo alleggerimento, indipendentemente dalla propria situazione di salute.
Dal 1° luglio 2026, i pensionati di età compresa tra 70 e 79 anni che non ricevono né l’APA (assegno personalizzato di autonomia) né la PCH (prestazione di compensazione per disabilità) perdono questa esenzione. Il sovraccarico è stimato in oltre due euro all’ora, il che colpisce circa 350.000 famiglie.
Conseguenze pratiche per le famiglie
Per un’assistente domiciliare che interviene venti ore a settimana, la fattura mensile aumenta in modo significativo. Si delineano diversi scenari:
- Ridurre il numero di ore di intervento, con un rischio maggiore di isolamento e di deterioramento della salute.
- Passare a soluzioni miste: assistenza umana per alcune ore al giorno, integrata da teleassistenza o sensori di rilevamento delle cadute per il resto del tempo.
- Richiedere l’APA se la perdita di autonomia lo giustifica, il che ripristina l’esenzione ma richiede una valutazione GIR da parte del dipartimento.
Questa riforma costringe le famiglie a ripensare il mantenimento a domicilio non più come un blocco unico, ma come un assemblaggio di risorse umane e tecniche calibrato sulle reali necessità.
Gérontecnologia a domicilio: quali strumenti offrono un aiuto reale
Il termine gérontecnologia raggruppa tutte le tecnologie progettate per rispondere ai bisogni delle persone anziane o in perdita di autonomia. Dietro a questa parola ampia, non tutte le soluzioni sono equivalenti. Alcune hanno dimostrato la loro utilità quotidiana, altre rimangono in fase sperimentale.
Teleassistenza e sensori: la base del mantenimento sicuro
La teleassistenza classica (medaglione o braccialetto con pulsante di allerta) esiste da decenni. La sua versione attuale integra la geolocalizzazione e il rilevamento automatico delle cadute, senza azione richiesta dalla persona. I sensori di movimento installati nell’abitazione analizzano le abitudini (ora di alzarsi, passaggi in bagno, apertura del frigorifero) e segnalano eventuali anomalie ai caregiver o a un centro di ascolto.
Questi dispositivi non sostituiscono l’intervento umano. Riducono il tempo di allerta in caso di caduta notturna, prima causa di ospedalizzazione prolungata per gli over 80.

Domotica e assistenti vocali: adattare l’abitazione senza grandi lavori
Persiane automatizzate, illuminazione con rilevamento della presenza, serratura connessa per dare accesso agli operatori a distanza: questi dispositivi di domotica limitano i movimenti fisici difficili e rendono più sicuri gli spostamenti all’interno dell’abitazione.
Gli assistenti vocali permettono di effettuare una chiamata, attivare un allerta o ricordare l’assunzione di farmaci con un semplice comando vocale. Per le persone con difficoltà di motricità fine, il comando vocale elimina la barriera dello schermo tattile.
Caregiver familiari: dispositivi di sollievo ancora poco conosciuti
Il supporto per la terza età si basa massicciamente sui familiari. Tuttavia, la fatica dei caregiver rappresenta un fattore di collocamento in struttura spesso sottovalutato. Esistono diversi dispositivi per offrire sollievo:
- L’accoglienza diurna in strutture specializzate, che consente alla persona anziana di mantenere una vita sociale mentre libera il caregiver per alcune ore alla settimana.
- Il ricovero temporaneo in residenza per anziani o in EHPAD, utilizzabile per alcune settimane all’anno senza perdere il beneficio dell’APA a domicilio.
- Le piattaforme di supporto e sollievo, finanziate dai dipartimenti, che propongono gruppi di parola e formazioni pratiche (gesti di movimentazione, gestione dello stress).
Queste soluzioni rimangono poco conosciute dalle famiglie, spesso scoperte tardivamente, in occasione di un’ospedalizzazione o di un esaurimento. Le associazioni locali e i centri comunali di azione sociale (CCAS) costituiscono il primo punto di contatto per identificare le risorse disponibili in un determinato territorio.
La combinazione di un SAD ben coordinato, di strumenti di gérontecnologia mirati e di un supporto strutturato per i caregiver forma oggi la base del mantenimento a domicilio. L’aumento dei costi legato al decreto di aprile 2026 rende questo calibraggio ancora più determinante: ogni ora di assistenza umana deve essere posizionata dove la tecnologia non è sufficiente.



